Rimodulazione tariffe: come tutelarsi e cosa fare

Operatori telefonici, piani tariffari e le preoccupazioni per un possibile aumento dei prezzi sempre in agguato. Tra le ragioni che più spingono i clienti a cambiare operatore c’è la rimodulazione delle tariffe telefoniche sulle promozioni e i servizi attivi nel proprio piano telefonico. Durante i primi mesi del 2020, alcune delle principali compagnie telefoniche hanno incrementato i costi di vari piani tariffari. Ad esempio TIM, Vodafone, Fastweb Mobile e anche la neonata WindTre hanno applicato un aumento dei prezzi su offerte e servizi. Rincari che pesano nel portafoglio dei clienti.

Rimodulazione tariffe, cosa è successo nel 2020

Come è stato detto in precedenza, complice anche l’emergenza sanitaria, i primi mesi del nuovo anno non sono stati dei migliori neppure per quanto riguarda tanti utenti nel campo della telefonia. A causa della rimodulazione delle tariffe, molti sono gli utenti che si sono visti aumentare di qualche euro al mese il costo del piano tariffario o di certi servizi. Vediamo, nel dettaglio, di quanto sono maggiorati i prezzi di diverse offerte e servizi proposti da TIM, Vodafone, Fastweb Mobile e WindTre.

I costi maggiorati per i clienti TIM

TIM è stata la prima compagnia telefonica che ha dato il via al rincaro dei prezzi di alcune offerte.

La rimodulazione tariffe TIM, comunicata dalla compagnia telefonica il 27 Gennaio 2020, annunciava l’arrivo di un aumento tariffario che interessava i clienti con specifici piani base a consumo. Diversi utenti hanno sostenuto un nuovo costo mensile di 1,99 euro IVA inclusa a partire dal 27 febbraio, in aggiunta ai costi già sostenuti a consumo. Una modifica unilaterale del contratto che ha riguardato i clienti in assenza di un’offerta con minuti o Giga inclusi sulla propria SIM e che TIM ha ritenuto necessaria per continuare a investire sulla qualità della rete.

Gli aumenti tariffari di Vodafone

Dopo TIM, è arrivata la rimodulazione tariffe Vodafone. Difatti, dal 27 Marzo 2020, alcuni clienti privati Vodafone di linea mobile con offerte Vodafone Digital, Special 600 e Special 1000 4GB hanno sostituito automaticamente le proprie offerte con Easy Special con 50 Giga o Giga illimitati. A fronte di un rialzo del costo mensile da 1,50 euro a 4,98 euro.

La rimodulazione tariffe WindTre

Anche WindTre, la compagnia nata pochi mesi fa, ha applicato una rimodulazione delle tariffe su certi piani tariffari. Le modifiche interessano alcuni clienti di rete mobile dei suoi ex brand e prevedono un aumento dei costi, in alcuni casi anche di 4 euro al mese, a partire dal 13 luglio, tramite il cambio dell’offerta verso una della gamma WindTre Mia Special Edition.

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Fastweb, Giga extra più cari dal 20 marzo

Anche Fastweb Mobile ha rimodulato le proprie tariffe con un aumento di 4 euro sull’opzione di rete Giga extra in caso di esaurimento del platfond previsto dal proprio piano. Sul sito Fastweb Informa si legge: “A causa del mutamento del contesto competitivo a partire dal 20 marzo 2020 il costo del giga extra per navigare una volta esaurito il plafond dell’offerta, passa da 2€ a 6€ per 1 GB. Il servizio giga extra è opzionale e può essere attivato e disattivato direttamente dall’area clienti MyFastweb”.

Rimodulazione tariffe, cosa può fare il cliente

Le compagnie telefoniche sono obbligate a comunicare al cliente la modifica delle condizioni contrattuali, come previsto dall’ articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dai regolamenti dell’Agcom che all’articolo 6 comma 2 stabilisce: “Gli operatori informano con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, i clienti interessati delle modifiche alle condizioni contrattuali, e del loro diritto, se non accettano le nuove condizioni, di recedere senza penali né costi di disattivazione, nonché della possibilità di passare ad altro operatore. La volontà di recedere deve essere comunicata entro la data di entrata in vigore delle modifiche”.

Il diritto di recesso

Come specificato all’articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dai regolamenti dell’Agcom, il cliente interessato delle modifiche alle condizioni contrattuali ha diritto di recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione ed, eventualmente, di cambiare operatore telefonico.

La comunicazione della modifica del contratto, secondo quando stabilito dall’Agcom, può avvenire, nel caso di utenze mobili tramite:

  1. un SMS informativo che inizi con la dicitura: “Modifica delle condizioni contrattuali”, o similare, e che indichi il contenuto delle modifiche e la data di entrata in vigore delle stesse, con l’obbligo di informativa sul diritto di recesso;
  2. tramite una chiamata effettuata dallo stesso operatore della compagnia con la quale si è sottoscritto il contratto in essere, specificando il contenuto delle modifiche ed i motivi che le giustificano, la data di entrata in vigore delle stesse e l’informativa completa sul diritto di recedere dal contratto senza penali;
  3. In fattura, tramite avviso separato dalle eventuali ulteriori comunicazioni, con caratteri tali da richiamare l’attenzione degli utenti e recante la seguente intestazione: “COMUNICAZIONE IMPORTANTE: MODIFICA DELLE CONDIZIONI DEL CONTRATTO” o similare.

Una volta ricevuta la comunicazione del cambio piano tariffario, si hanno a disposizione 30 giorni per chiedere il recesso, al termine dei quali, se non si sceglierà di disattivare l’abbonamento, il contratto proseguirà alle nuove condizioni.

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Cosa scrivere nel reclamo

  • L’informativa sul diritto di recesso deve contenere, oltre all’indicazione su come esercitare il recesso, la dicitura “Hai diritto entro il gg.mm di recedere dal contratto, o di passare ad altro operatore, senza penali”.

Qualora si receda da un contratto tramite il quale si è acquistato un prodotto a rate collegato all’offerta (che viene pagato, ad esempio, in un’unica bolletta internet che include i giga) si dovranno continuare a pagare le rate per il periodo previsto. In alternativa, si può richiedere di estinguere il pagamento versando la somma mancante in un’unica soluzione.

Possibili violazioni del Codice del Consumo

Il cliente deve accertarsi che gli operatori telefonici non abbiano violato le regole del Codice del consumo. Questo può avvenire nei casi in cui:

  1. L’operatore modifichi il contratto e non informi il cliente del diritto di recedere senza costi entro 30 giorni;
  2. Le condizioni di recesso non siano comunicate in maniera chiara, per esempio con un SMS. Che non fornisce tutte le indicazioni di cui si ha bisogno per la richiesta di recesso.

In questi casi, si è di fronte ad una pratica commerciale scorretta, per la quale si può fare ricorso alle autorità giudiziarie. Inoltre, la modifica unilaterale delle clausole contrattuali deve avvenire per giustificato motivo, che deve essere indicato all’interno del contratto stesso.

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Redactor

Written by paoloa

Aggiornato su 30 Set, 2020